DA VISITARE OLTRE I CONFINI DEL PARCO (Loreto, Grotte di Frasassi, Recanati, Osimo, Castelfidardo)

LORETO

  • LA SANTA CASA–  All’interno della Basilica di Loreto è custodita la Santa Casa di Nazaret, dove, secondo la tradizione devozionale, la Vergine Maria ricevette l’Annunciazione.
  • IL SANTUARIO – Il santuario fu costruito per proteggere la Santa Casa, su iniziativa del vescovo di Recanati, Nicolò delle Aste nel 1469, e fu concluso nel 1587 Il campanile fu disegnato da Luigi Vanvitelli e fu costruito nel 1755. L’interno è a croce latina a tre navate. Il battistero in bronzo di Tiburzio Vergelli si trova nella navata sinistra. Sulla volta vi sono dipinti di Pomarancio. Sotto la cupola, opera di Giuliano da Sangallo, si trova la Santa Casa al cui interno è collocata la statua della Vergine Lauretana. Il rivestimento marmoreo, all’esterno, è stato progettato da Donato Bramante. Peculiari sono i due solchi paralleli che si trovano sulla base, causati dai pellegrini che, per secoli, hanno percorso in ginocchio il perimetro del rivestimento.
  • LA MADONNA NERA – La Madonna di Loreto, detta anche Madonna Nera o Vergine Lauretana, è la statua venerata nella Santa Casa ed è stata scolpita da Manrico Marinozzi. La sua particolarità è il volto scuro, comune alle icone più antiche, dovuto al fumo delle lampade ad olio e delle candele. La statua, risalente al XIV secolo fu distrutta in un incendio nel 1921: quella attuale risale al 1922, opera di Leopoldo Celani, è in legno di cedro del Libano.

GROTTE DI FRASASSI
Le Grotte di Frasassi, a circa 35 minuti dalla Riviera del Conero, è uno dei più spettacolari complessi carsici del mondo sono state scoperte il 27 settembre 1971. Le grotte sono aperte al pubblico che può visitarle, accompagnato da guide professionali, su di un agevole percorso turistico, provando una forte emozione, nell’ ‘immergersi’ in un mondo nascosto e bellissimo, fatto di ambienti suggestivi e ricchi di straordinarie concrezioni, dove il silenzio è rotto solo dalla cadenza delle gocce d’acqua che rende il complesso vivo ed in continua evoluzione.
IL TERRITORIO DI FRASASSI
La bellezza di questo territorio che comprende le Grotte di Frasassi raggiunge espressione attraverso il Parco Naturale della Gola della Rossa con i suoi stupendi scorci naturalistici e gli antichi borghi, che trasportano il visitatore in un mondo senza tempo. La mano dell’uomo ha inoltre creato architetture dal valore inestimabile: dall’Abbazia di San Vittore delle Chiuse, considerata il più bel esempio di romanico nella regione, all’antico ponte romano e al Museo Speleopaleontologico situati a San Vittore a 500 m dall’ingresso delle grotte; dal Tempio del Valadier al Santuario di S. Maria Infrasaxa sorti l’uno accanto all’alto all’interno di una grotta naturale lungo la strada che conduce nel cuore del centro storico di Genga e al suo splendido borgo.

RECANATI

  • PALAZZO LEOPARDI – La casa natale del poeta si trova nel rione di Monte Morello, che prende nome da uno dei tre castelli di cui l’antica città era costituita. Alla metà del XVIII secolo l’architetto Carlo Orazio Leopardi riunì in un unico nucleo i vari edifici in cui la famiglia aveva abitato ininterrottamente fino dal secolo XIII; a questa operazione di restauro si devono l’attuale facciata in stile neoclassico e lo scalone d’ingresso. Il palazzo, oltre alla parte abitata dalla famiglia, contiene, aperti e visitabili tutto l’anno, l’importante biblioteca raccolta da Monaldo, ristrutturata di recente, fonte inesauribile di sapere per i suoi figli, ed una sezione museale ricca di oggetti e documenti riguardanti la famiglia e particolarmente il poeta.
  • PIAZZUOLA SABATO DEL VILLAGGIO – CASA DI SILVIA – La piazza antistante il palazzo è delimitata a nord dalla Chiesa di Santa Maria di Montemorello, costruita nel secolo XVI per volere e a spese di Pierniccolò Leopardi. Qui è conservato l’atto battesimale del poeta. Ad est si trova la cosiddetta “casa di Silvia”, una lunga costruzione che in parte era adibita a scuderia, in parte era abitata dalla famiglia di Teresa Fattorini che, morta giovanissima, fu immortalata da Giacomo nella poesia “A Silvia”. Sul lato ovest esisteva, ora demolita, la piccola casa ove sedeva “su la scala a filar la vecchierella”. Ancora oggi spesso “I fanciulli gridando – su la piazzuola in frotta e qual e là saltando – fanno un lieto romore”. Come nei versi del canto da cui la piazza stessa prende il nome.
  • CENTRO NAZIONALE STUDI LEOPARDIANI – Il C.N.S.L. ha sede in un edificio contiguo a palazzo Leopardi, costruito nel 1937 su iniziativa della famiglia del poeta, al fine di “promuovere e favorire gli studi e le ricerche intorno alla vita ed alle opere di Giacomo Leopardi”. Nell’ edificio si trovano: una ricca biblioteca specifica aperta agli studiosi per la consultazione, una sala espositiva di materiale leopardiano ed ospita di frequente corsi di studio, convegni e seminari diretti a realizzare i fini della sua istituzione. Esso costituisce il punto di riferimento costante per tutte le iniziative leopardiane, sia in Italia che nel mondo.
  • IL COLLE DELL’INFINITO – Il colle, celebrato nell’idillio omonimo, era meta delle passeggiate di Giacomo Leopardi che vi accedeva direttamente dal giardino di casa, passando attraverso l’orto del convento di Santo Stefano e lì usava soffermarsi per godere lo splendido e vastissimo panorama, dal monte al mare.
  • CONVENTO DI SANTO STEFANO – L’area su cui sorge il convento fu donata il 6 aprile del 1443 dalla famiglia Leopardi, allora proprietaria di tutto il colle, per la costruzione dell’ edificio attualmente visibile, da sempre fino a poco tempo fa sede di un convento femminile. Il convento è ora proprietà della Regione e della Provincia ed è la prestigiosa sede del Centro Mondiale della Poesia.
  • PALAZZO ANTICI – Casa natale di Adelaide, madre del poeta. Dalle linee semplici ed eleganti, l’ edificio contiene fra l’altro un importante archivio, in parte proveniente per eredità dalla famiglia romana dei Principi Mattei, cui apparteneva il cardinale omonimo che siglò con Napoleone Bonaparte il trattato di Tolentino.
  • CHIESA DI SAN VITO – Costruita nel secolo XVIII, porta traccia dell’arte vanvitelliana nella facciata del 1771. Nel 1557 il complesso fu ceduto ai padri della Compagnia di Gesù i quali, a spese principalmente di due fratelli Leopardi, vi fondarono un collegio. Nell’ adiacente oratorio della Congregazione dei nobili, dove è conservata una bella tela del Pomarancio, il giovane Leopardi lesse in varie solennità religiose i suoi “Discorsi sacri”.
  • CHIESA DI SANT’AGOSTINO – La costruzione risale al XIV secolo e di quest’epoca conserva eleganti decorazioni in cotto sul portale, mentre l’interno fu rifatto nel secolo XVI su disegno del Bibiena. Dal chiostro interno è visibile la torre resa celebre dalla poesia leopardiana ” Il passero solitario”.

OSIMO

  • Le Grotte – E’ affascinante ed articolato il percorso di grotte concentrato nel sottosuolo del centro storico di Osimo. Le grotte osimane sono conosciute per i bassorilievi artistici scolpiti nell’arenaria, in particolare per la ricca simbologia esoterica ed ereticale.
  • Chiesa San Giuseppe Da Copertino – E’ la più grande di Osimo dopo il Duomo e conserva il corpo del Santo. Fu costruita nel XIII secolo su un’altra preesistente dedicata a Santa Maria Maddalena penitente.
  • Lapide ai caduti nel cimitero maggiore
  • La Fonte Magna è un’antica costruzione romana, teatro di scontri fra Bizantini e Goti.
  • La Porta di San Giacomo sono i resti della più antica porta della città.
  • La piazza del Comune e la via dell’Antica Rocca.
  • Il Duomo dell’VIII-XII secolo in stile romanico-gotico, custodisce nella cripta (opera di Mastro Filippo, XII secolo), le spoglie dei Santi Martiri osimani.
  • Il Battistero degli inizi del XVII secolo con uno splendido fonte battesimale opera di Pier Paolo e Tarquinio Jacometti di Recanati. Soffitto a cassettoni di Antonio Sarti di Jesi.
  • Il Museo diocesano, nel palazzo attiguo all’ex episcopio, fu costruito non solo con criteri storico-artistici, ma anche con lo scopo di narrare la vicenda di fede della comunità cristiana osimana attraverso la testimonianza delle opere d’arte esposte.
  • La piazza San Filippo dove sorge l’omonima chiesa in stile barocco, ed il Palazzo ex Acqua.
  • Il Palazzo comunale progettato da Pompeo Floriani da San Severino e terminato attorno il XVII secolo; contiene un polittico del Vivarini ed un’antica testa di marmo dell’età romana.
  • Il Palazzo Campana la cui facciata si deve ad Andrea Vici.
  • Il Palazzo Gallo di età barocca, sede ora della Cassa di Risparmio, ha all’interno affreschi del Pomarancio.
  • La chiesa di San Marco, dove è custodita una Madonna del Rosario del Guercino, e un San Nicolò del 1100.
  • La biblioteca e l’archivio storico che custodisce il “Libro Rosso”, documenti cittadini dal XI al XII secolo, gli statuti, i catasti e gli atti del consiglio fino allo stato Unitario.
  • Il Teatro la nuova Fenice. L’edificio fu costruito una prima volta, tra il 1773 e il 1785 su progetto di Cosimo Morelli (1733-1812). Abbattuto nel 1885, per ragioni statiche, venne rifatto tra il 1887 e il 1892, su disegno di Gaetano Canedi (1836-1889). Sede di importanti stagioni liriche e di prosa, rappresentazioni di concerti, balletti, oggi splende come un tempo.
  • Il Santuario della Madonna di Campocavallo è situato a circa tre chilometri da Osimo. La chiesa, in laterizio, di stile neo-gotico lombardo, fu costruita su progetto dell’osimano Costantino Costantini nel 1893 e consacrata nel 1905. È dedicata alla Vergine Addolorata in seguito ad un prodigio avvenuto nel 1892.

 

CASTELFIDARDO
Nella piazza principale della città si trova Piazza della Repubblica dove si affacciano il palazzo comunale e la chiesa Collegiata di Santo Stefano con annessa cripta. Il palazzo comunale ospita anche il museo internazionale della fisarmonica. Allo strumento è dedicato anche un monumento sito lungo via Matteotti, sito in fronte a Palazzo Soprani della cui famiglia, Paolo fu il fondatore dell’industria della fisarmonica. Al suo interno, al pian terreno, è possibile ammirare alcuni esemplari di fisarmoniche di Castelfidardo, compresa quella più grande del mondo realizzata dall’ artigiano Giancarlo Francenella, entrata di diritto nel guinness dei primati. Tra le piazze più importanti di Castelfidardo anche piazzale Don Minzoni, comunemente chiamata Porta Marina, il balcone della città che si affaccia appunto sul mare Adriatico. Caratteristico il famoso arco, una delle principali vie d’accesso alla città e la pavimentazione sottostante recentemente riportata alla luce. Da visitare inoltre c’è: il vecchio acquedotto in Piazza Garibaldi, il monumento nazionale delle Marche, in ricordo della battaglia di Castelfidardo ad opera dello scultore veneziano Vito Pardo, il Museo del Risorgimento, e l’Ossario in località Crocette. Nelle vicinanze anche la Selva vero polmone verde della città.