Parco del Conero – Riviera del Conero

di Cristina Gioacchini

Un Monte a strapiombo sul mare che ricava scorci incantevoli. Itinerari escursionistici che strizzano l’ occhio al turismo sostenibile. Un’ offerta di tipicità all’ insegna della qualità. Tanta storia raccontata in ogni angolo del territorio: tutto questo è il Parco del Conero, un’opera d’ arte cesellata dalla natura, una gemma incastonata nelle Marche, sulle sponde dell’ Adriatico. Istituito nel 1987 per salvaguardare le ricchezze naturali e culturali, il Parco Regionale del Conero, esteso per 6.011 ettari, include gran parte del territorio di Ancona e delle cittadine CameranoSirolo e Numana. Quest’ Area Protetta costiera offre ambienti variegati ed affascinanti da cui spicca il Monte Conero, originatosi a seguito di una lunga azione di sedimentazione marina iniziata nel Giurassico, emerso nel Pliocene, 5 milioni di anni fa. Dall’ alto dei suoi 572 metri, dal Gargano fino alla costa triestina, è l’unico baluardo roccioso composto da formazioni calcaree con litotipi della maiolica e della scaglia bianca e rossa, fin da epoca antica luogo di estrazione di pietra. Già approdo nel IV sec. A. C. dei Greci che hanno risalito le coste meridionali in cerca di città da fondare e dove i Dori hanno gettato le ancore e fissato la dimora, chiamando Komaros (corbezzolo) il promontorio ed Ancon (gomito) la sua curva settentrionale. La presenza dell’uomo, accertata a partire da almeno 100.000 anni fa, ha lasciato numerose testimonianze relative, in particolare, al popolo dei Piceni (IX-III sec. a.C.). Tra le tombe scoperte che hanno restituito ricchi corredi funerari, famosa è quella della Regina di Numana e Sirolo, custodita nell’ Area dei Pini a Sirolo. I reperti sono esposti nel museo Archeologico di Ancona e nell’ Antiquarium di Numana.

Altre testimonianze spaziano dalle incisioni rupestri alle grotte romane, dai monasteri benedettini e francescani, alle strutture difensive come il Fortino Napoleonico e la Torre Clementina a Portonovo. La stupenda chiesa romanica di Santa Maria di Portonovo ed il Monastero di San Pietro al Conero, in cui si sono stabiliti, fin dall’anno Mille, in alternanza, vari ordini religiosi (Benedettini, Camaldolesi e Gonzagiti).

Nei secoli, l’insediamento di un elevato numero di specie floristiche e faunistiche è cresciuto a vista d’ occhio ed inoltre la ripida falesia calcarea, le colline, i fondovalle, il fiume Musone, le aree umide, le dune costiere ed i laghetti salmastri di Portonovo, sono habitat ricchi di biodiversità. Le pendici del Monte, in buona parte sono ricoperte dalla macchia mediterranea e, riguardo le aree interessate da coltivazioni, l’ Ente Parco, nell’intento di sperimentare un rinnovato rapporto tra uomo e ambiente, in accordo con gli agricoltori, si è fatto promotore nel tempo, di progetti che vanno unicamente in direzione della qualità, caratterizzati dall’ incentivare le coltivazioni biologiche, l’ allevamento ed alimenti certificati secondo il marchio QM (Qualità Marche): cereali, ortaggi, legumi e frutta. Il progetto più ambizioso del Parco si chiama Terre dell Conero, 60 aziende agricole circa riunite in una cooperativa, la Conero Agricoltura e Ambiente che ha dato vita, nel 2012 ad un marchio di prodotti di filiera, che di diritto si affianca al percorso già ampiamente riconosciuto del vino DOC Rosso Conero, figlio delle cantine dislocate nell’ Area Protetta e nella contigua.

Dal punto di vista faunistico, molteplici sono le specie animali ed, in particolare, gli uccelli presenti con oltre 200 specie, di cui 76 nidificanti. Nei mesi di aprile e maggio di ogni anno, vengono censiti, in transito, circa 10.000 rapaci. E’ per questo che il Monte Conero è un luogo ambito per la pratica del Birdwatching, con punti di avvistamento strategici: alla Gradina del Poggio, a Pian Grande, a Monte dei Corvi, a Monte Colombo, al Belvedere Nord ed ai Piani dei Raggetti. 467 sono invece le farfalle censite, che nella bella stagione volano alla ricerca del nettare dei fiori, per l’accoppiamento e per la deposizione delle uova. Quanto ai mammiferi, è certa la presenza, seppur saltuaria, del lupo, oltre che del tasso, della volpe, del riccio, della faina e della donnola. Nei laghetti di Portonovo, abita un piccolo crostaceo di acqua dolce estremamente raro, il Dyaciclops bicuspidatus odessanu). L’ambiente marino, ora tutelato con la proposta di istituzione di un Sito d’Interesse Comunitario (SIC), custodisce un’incredibile quantità di specie di granchi, fra cui molti estremamente mimetici, come la granseola o il timido granchio degli anemoni, ma anche pennacchi di spirografi, splendidi nudibranchi (piccole lumachine coloratissime), murici (le cosiddette “raguse”), seppie, gamberi, tante bavose, scorfani, saraghi e occhiate. Una nota di rilievo la merita la cozza del Conero ovvero il ‘Mosciolo’ selvatico di Portonovo, oggi divenuto presidio Slow Food e presente nelle tavole di intenditori di buona cucina.

Per chi volesse scoprire il cuore del Conero, un fitta rete sentieristica si ramifica in 18 itinerari. I turisti possono scegliere di viverla in bicicletta, a piedi ed a cavallo. L’ Ente Parco del Conero risponde infatti sempre più alla richiesta di quel comparto in vorticosa crescita, che è identificato nel turismo sostenibile, mettendo in campo azioni e progetti importanti, come l’ ottenimento della certificazione CETS Carta Europea del Turismo Sostenibile. E’ un processo la CETS, che va ad incentivare le componenti del territorio, sia economiche che i cittadini, a lavorare in partnership, per incrementare l’ offerta sostenibile. Il turismo è d’altro canto l’ economia principale della zona, essendo la Riviera del Conero rinomatissima non solo a livello nazionale ed europeo.

Non si finiscono infatti di scoprire le sorprese, generosamente regalate dal Parco e dalle cittadine che lo compongono. In breve, partendo da Ancona, capoluogo delle Marche, una passeggiata attraverso la strada del Monte, dà un’ idea di ciò che viene gelosamente custodito nel Conero, attraversato da questa strada provinciale. Prima meta imperdibile è la Baia di Portonovo e le sue spiagge, la Vela, Mezzavalle (raggiungibile solo dal mare o a piedi, da uno stradello con una vista spettacolare). Nella Baia cultura ed ambiente si incontrano: c’è la Torre di guardia fatta costruire da Clemente XI; è del 1808 il Fortino Napoleonico eretto per bloccare le navi inglesi, ora albergo. Poi ci sono la chiesetta romanica di Santa Maria ed i laghetti salmastri retrodunali. Una manciata di chilometri dopo Portonovo si sale fin su la cima del Monte, all’ Abbazia di San Pietro ed al Belvedere nord. La presenza di cave dismesse, rende il Parco un libro aperto sulla storia geologica della zona e sull’ intera successione stratigrafica dell’ Appennino umbro-marchigiano. Di particolare importanza è la cava di Massignano, divenuta sezione tipo mondiale per il passaggio Eocene/Oligocene, oggi attrezzata per le visite. Proseguendo verso sud ecco splendere Sirolo, la Perla del Conero, balcone sulle spiagge delle Due Sorelle, Urbani, San Michele-Sassi Neri. Continuando la passeggiata, prima della lunga spiaggia di finissima ghiaia di Marcelli, centro turistico dove insiste gran parte della ricettività della Riviera del Conero, ci si imbatte sul borgo medievale di Numana. In questo quadro si inserisce perfettamente Camerano, dalle antichissime origini, il cui sottosuolo è segnato da un articolato percorso ipogeo, detta anche città sotterranea, del Maratti e del Rosso Conero.

CITTA’ DA VISITARE ALL’ INTERNO DEL PARCO DEL CONERO

ANCONA E PORTONOVO

  • ANCONA E’ la città in cui il sole sorge e tramonta sul mare: si distende sull’ Adriatico con la sua forma di gomito, l’ankon greco, da cui deriva anche il suo nome. E’ entrando dal porto che si apprezzano in particolare la sua storia e le,sue ricchezze naturali. Da lì, alzando lo sguardo, si possono ammirare le linee romaniche della cattedrale di San Ciriaco, che con il suo portale vanvitelliano, simbolica porta che unisce l’Oriente all’Occidente, si protende sul mare. In basso, sotto il duomo, c’è l’arco di Traiano, fatto costruire nel II secolo a.C. per ringraziare l’imperatore romano che aveva potenziato il porto in funzione del ruolo che esso aveva nelle guerre illiriche. Seguendo la linea del porto, quella che nel ‘700 era la direttrice fondamentale della città, si trova, all’altro estremo dello scalo storico, la Mole Vanvitelliana, che l’architetto Luigi Vanvitelli progettò e iniziò a costruire nell’anno 1732. In quegli anni cominciava la rinascita sociale ed economica di Ancona, grazie all’istituzione del porto franco da parte di Papa Clemente XII, al quale è dedicata una delle piazze più importanti: piazza del Plebiscito, chiamata da tutti Piazza del Papa, il salotto della città. La piazza si sviluppa su due,livelli e si trova sopra il porto, dal quale la separa, più in basso, la storica Via della Loggia, che racconta la storia anconitana attraverso i suoi monumenti più preziosi: Palazzo degli Anziani (sec. XIII), la Chiesa di Santa Maria della Piazza (sec. XII-XIII), la Loggia dei Mercanti (XV sec.)e, alla fine della via, in piazza della Repubblica, il teatro delle Muse, tornato a nuova vita nell’anno 2000 e ora sede di importanti e prestigiose stagioni liriche e teatrali. Qui, in questa parte della città, il sole sorge. Dall’altra parte, dove il sole tramonta, c’è il Monumento ai caduti del Passetto (1932), nella zona che fa parte integrante del Parco del Conero e che si affaccia sul mare “di casa”, su una spiaggia recentemente riscoperta dagli anconetani. E questi due estremi sono uniti da una passeggiata pedonale, che parte da Corso Garibaldi, passa per piazza Cavour e si snoda lungo il viale della Vittoria. La stessa passeggiata, dal porto al Passetto, si può percorrere nel verde, attraverso il Parco del Cardeto, che fonde, al suo interno, storia arte e natura: strade da percorrere a piedi con affacci sul mare e panorami “mozzafiato”, il vecchio faro, il cimitero ebraico, il Bastione di San Paolo al Cassero e i suoi sotterranei… Ma Ancona, così ricca di storia e di bellezze naturali, è anche, come capoluogo di regione, vivace centro universitario scientifico, primario polo sanitario e fortunato porto naturale tra i più ampi dell’Adriatico. Estende il suo territorio dalla peculiare fisionomia per una superficie di poco più di 123 chilometri quadrati, con una orografia che alterna colli a pianure. L’urbanizzazione media è di 822 abitanti per chilometro quadrato, la popolazione è di circa 101 mila residenti, che diventano 150 mila se si considera l’area metropolitana, e aumentano ancora se si conteggiano i pendolari che ogni giorno la raggiungono. Il tessuto sociale registra negli ultimi anni la crescita della popolazione immigrata (i cittadini extracomunitari sono circa il 7% dei residenti) e una costante presenza di popolazione anziana. La consolidata attività di ben cinque facoltà dell’ Università Politecnica delle Marche contribuisce ad abbassare l’età media degli abitanti: nell’anno 2005-2006 sono stati infatti oltre 15.300 gli iscritti nelle sedi marchigiane dell’ateneo, la maggior parte situate nel capoluogo. E’ una città policentrica, che le classifiche sulle qualità della vita hanno più volte premiato, e ha un’alta percentuale di verde per abitante: circa 11, 36 metri quadrati senza comprendere la parte del parco naturale del Conero che ricade nel suo territorio, e conteggiando invece i suoi numerosi parchi urbani, il più grande dei quali – quello del Cardeto – si estende per 35 ettari. Per conoscere e scoprire Ancona: http://www.comune.ancona.it/turismo/

PORTONOVO

  • Santa Maria di Portonovo –  Incastonata nel verde della macchia mediterranea e lambita dal bleu dell’Adriatico, la Chiesa di Santa Maria di Portonovo, eretta in candida pietra del Conero, gioiello di architettura romanica, con caratteristiche che fondono la croce greca con le forme della basilica latina, sta a ricordarci che nel 1034 fu edificato, in questo splendido luogo, un Monastero. La comunità dei Monaci estese la propria influenza in una vasta area al di là dei Castelli di Poggio, Camerano, Sirolo e Numana
  • Fortino Napoleonico – Nel 1808 il vicerè del Regno Italico Eugenio Behauharnais fece costruire, nella baia di Portonovo, una fortezza per impedire l’approdo alle navi inglesi. Fu realizzata utilizzando anche il materiale recuperato dalle rovine del Monastero e della torre campanaria annessi alla Chiesa di Santa Maria. Dopo un periodo di abbandono e rovina é stato ricostruito, nel rispetto dell’antica pianta,ed oggi é una prestigiosa struttura turistica. Su richiesta può essere visitato
  • Torre di guardia Nel 1716 Papa Clemente XI fece costruire, a Portonovo, la torre di guardia, edificio a pianta quadrata, un manufatto che ricalca fattezze quattrocentesche,realizzato in pietra del Conero e in laterizio, provvisto di copertura utile all’appostamento con le armi da fuoco. Il presidio serviva ad avvistare ed impedire le scorribande di pirati e contrabbandieri. Divenuto rifugio del poeta anconitano Adolfo De Bosis, frequentato anche da Gabriele D’Annuzio, oggiappartiene ai suoi eredi, é centro di iniziative culturali.

CAMERANO Si inserisce nello splendido scenario del Parco del Conero, con il suo connubio di arte e natura. Ha antichissime origini: il primo insediamento umano documentato risale al periodo tra il VII e il IV millennio a.C., con la presenza dei Piceni. In seguito, il territorio passò al controllo dei Romani prima e della Pentapoli bizantina poi. E’ del 1177 la prima documentazione relativa al toponimo “Castello di Camerano”. Nel 1198, Camerano figurava come comune indipendente. Al 1215 risale la probabile fondazione della Chiesa di S. Francesco. Nel 1625 nasceva a Bagacciano di S. Germano Carlo Maratti (detto anche “Il Maratta”), pittore e incisore, il più illustre cittadino di Camerano. In alcune chiese della città si conservano ancora dipinti giovanili dell’ artista e opere della sua scuola. Altro personaggio di rilievo: GiuseppePasquali Marinelli, poeta latinista….Le Grotte di Camerano Una caratteristica di Camerano sono le numerose grotte scavate nel suo sottosuolo, cioè nelle arenarie compatte risultanti dalle sabbie calcaree plioceniche. Queste grotte, già note nel passato, rivelano una rete ipogea ad andamento labirintico con vari ingressi e, nella maggior parte dei casi, comunicanti fra loro. Sono scavate prevalentemente nel sottosuolo del centro storico, nell’area compresa tra la Piazza, le vie Maratti e San Francesco sotto il” cosiddetto “Sassone”, rupe sulla quale sorgevano il più antico nucleo della città murata ed il castello. Da molti si è ritenuto che le grotte di Camerano non fossero altro che semplici cave di arenaria, e, può aver indotto in tale errore, la palese utilizzazione del materiale estratto per la costruzione delle prime abitazioni. Ma anche una sommaria esplorazione delle stesse fa escludere questa ipotesi. Infatti, su almeno quindici grotte esaminate nell’area più antica, soltanto una ha l’aspetto evidente di una cava; tutte le altre presentano rifiniture, decorazioni e particolari “architettonici” tali da far cadere questa interpretazione data ad esse da alcuni autori nel passato (Donzelli, De Bosis, Procaccini Ricci), che hanno dedicato qualche cenno a questa caratteristica del sottosuolo cameranese. Alcuni ambienti sotterranei presentano addirittura l’aspetto di chiese con volte a botte, a cupola o a vela e sono decorati con simboli religiosi o altri fregi a bassorilievo. Per quanto riguarda l’epoca della loro realizzazione, le grotte di Camera no, così come oggi appaiono, si presume che siano state scavate nel XIV secolo (un pilastro porta incisa la data 1327), ma non è da escludere che esse siano successivi ampliamenti di più antichi ricoveri, luoghi di culto ed opere difensive dei primi abitatori del colle di Camerano, come alcuni elementi superstiti lasciano supporre. In una lapidina, proveniente dalla cosiddetta grotta Costantini, è scritto: “Opus hoc spectabile mira structura extruxit Caesar Todinus nobilis anconitanus anno MDCXXV”, ma è da escludere che la lapide si riferisse alle grotte, nelle quali può essere finita accidentalmente. Altre date presenti nelle grotte sono il 1626 ed il 1888. Dalle loro caratteristiche, gli ipogei sembrano essere stati scavati (o ampliati, se preesistenti) in epoca medioevale, per offrire rifugio alla popolazione e vettovaglie contro le numerose scorrerie da parte di eserciti e bande armate. Una riprova recente di questa loro principale destinazione è data dall’uso di ricovero che ne è stato fatto nel 1944, in occasione degli eventi bellici di quel periodo, offrendo rifugio e nascondiglio alla maggior parte della popolazione cameranese e di Ancona.

NUMANA Costituisce una delle più particolari cittadine del Medio Adriatico. Dalle falde del Monte Conero, Numana si snoda lungo viuzze ripide e cariche di storia, per poi protendersi nel caratteristico e arioso porticciolo. Gli abitanti dividono la cittadina in due rioni: Numana Alta e Numana Bassa. La prima rappresenta la porzione più antica, con le case di calcare bianco, i vicoli stretti della zona della “Torre”, il palazzo vescovile, oggi sede del Municipio, che si affaccia sulla Piazza del Santuario giustapposta alla moderna chiesa dove è custodito il SS. Crocifisso di Numana, opera tra le più enigmatiche e belle della cultura cristiana. Numana Bassa, è, per così dire, la zona più giovane. Qui ritroviamo il porticciolo turistico, uno dei più attrezzati in Italia per la nautica da diporto, nonché vari stabilimenti balneari. La cittadina si è sviluppata anche a ridosso delle colline prospicienti. Qui le zone degli Svarchi e del Villaggio Taunus, offrono la possibilità di soggiorni all’insegna della tranquillità. Proseguendo dal porticciolo verso Sud troviamo la frazione di Marcelli, la zona più moderna, dove si svolge la vita più frenetica delle notti numanesi, ricca di strutture turistiche e ritrovi.Ecco così che Numana risulta essere una giusta amalgama di antico e moderno. Le bellezze storiche di monumenti e chiese si integrano con quelle naturali di spiagge, scogli e sentieri nei boschi, in una cornice che coniuga, con equilibrio, natura selvaggia e conforts moderni.Le esigenze del visitatore e del turista possono essere così pienamente soddisfatte dalle strutture di Numana, che pertanto la rendono uno dei centri turistici più suggestivi dell’Adriatico.Testimonianze storiche sono vive e presenti lungo le strade di Numana: ruderi di epoca imperiale, la fontana in Via Morelli con le sue cinque bocche, il Palazzo Vescovile, come ricordato sede del Municipio, ed il SS. Crocifisso ospitato attualmente nella moderna chiesa.I molteplici reperti archeologici hanno reso Numana uno dei maggiori centri archeologici delle Marche e sono esposti presso l’Antiquarium, dove sono raccolti vasi, ceramiche, gioielli e numerosi corredi tombari ritrovati nelle necropoli sparse su tutto il territorio comunale. Della Numana importante testimonianza, oltre al già citato palazzo vescovile, risulta essere la “Torre”. Varie ipotesi sono state formulate sulla natura iniziale di questo monumento che si trova su uno dei punti panoramici più belli della zona.Essa è in pratica un rudere a forma di arco che alcuni attribuiscono ai resti di un’antica chiesa ed altri a quelli di una antica torre di vedetta….Il Crocefisso romanico situato nel Santuario del Crocifisso di Numana, è un crocefisso romanico ligneo proveniente forse dalla Polonia o dalla Germania e risalente all’ XI sec. La tradizione attribuisce l’ opera all’ evangelista Luca che, assieme a Nicodemo, l’ avrebbe realizzato poco dopo la sepoltura di Cristo.Una serie di vicissitudini ha caratterizzato il percorso del Crocifisso prima trasportato in Siria e si racconta che attorno al simbolo sacro si siano verificati diversi miracoli. Per venerare il miracoloso crocifisso si sarebbe recato a Beirut Carlo Magno. Numana ed il suo Antiquarium Antico centro piceno e poi romano, la sua storia é largamente documentata nell’Antiquarium e nel Museo Nazionale di Ancona. Vasi attici, monili, armi da guerra e tutto ciò che di pregevole é stato ricavato dalle sue necropoli costituite da quasi novecento tombe sono visibili nell’Antiquarium e “raccontano” tutto l’arco evolutivo della civiltà picena dal VII secolo all’età romana. La struttura espositiva (Tel. 071/9330585) é apertala pubblico in Via La Fenice.

SIROLO E’ uno splendido paesino medievale, ricco di testimonianze storiche, Sirolo è definito la ‘Perla dell’ Adriatico’ per il paesaggio suggestivo caratterizzato dalla falesia che si tuffa nel mare creando grotte, insenature, spiagge bellissime su acque trasparenti. Tra queste segnaliamo: le Due Sorelle , Sassi Neri, San Michele, Urbani. Nel territorio di Sirolo, abitato fin dalla preistoria, si sviluppa dal IX al III sec. a.C. la civiltà picena, cui succede la dominazione romana. La tradizione vuole che il nome Sirolo derivi da Sirio, condottiero medioevale cui fu donato il luogo ove fu edificato il castello da Belisario, dopo la vittoria sui Goti del 560. Probabilmente l’area era già stata abitata, in epoca romana, come dipendenza del Municipio di Umana (oggi Numana). Il piccolo centro, adagiato sulle pendici del Conero, presenta ineccepibili permanenze medievali ed é illuminato da singolari scorci marini. E’ sede del Consorzio Parco del Conero….San Pietro al Conero Sulla sommità del Conero, fra lecci e corbezzoli, c’è la Chiesa di San Pietro con annesso convento oggi, in gran parte, trasformato in albergo. Nel Medioevo, infatti, il Conero divenne luogo di eremitaggio e di Comunità religiose. I Benedettini costruirono due Chiese: una in basso, San Benedetto ed un’altra in alto, San Pietro. La Chiesa di San Pietro, una volta andata in rovina, é stata riedificata dai Camaldolesi che vi risiedettero fino al 1861. San Pietro conserva ancora forme e stile dell’antica struttura, bianca e minuscola come vuole il romanico. L’interno una navata centrale con la volta a botte e a crociera, colonne e pilastri sono adornati da capitelli decorati. Foglie di acanto,bacche di pino, e motivi floreali sono intessuti nelle pietre. Sotto il coro si cela la cripta dove si custodivano le reliquie. I viali ed i sentieri tracciati dai Monaci sono ancora percorribili e portano a stupende escursioni….L’ Area Archeologica dei Pini situata tra Sirolo e Numana, è una delle più importanti necropoli Picene. Scoperta nel corso di alcuni scavi condotti nel 1989, vi sono state rinvenute alcune tombe risalenti ad un periodo compreso tra VI ed il IV secolo a. C. Una delle scoperte sensazionali è quella relativa alla grande tomba gentilizia ad anello della Regina picena contenente,un carro piceno, oltre a corredi di notevole pregio, ora conservati nell’Antiquarium di Numana.

Conero Park – Conero Riviera

Cristina Gioacchini

A Monte overlooking the sea, which draws enchanting views. A ‘generous environment of warm atmosphere. Hiking trails that squeeze the ‘eye to sustainable tourism. An ‘offer of typicality at’ sign of quality. So much history told in every corner of the territory. All this is the Conero Park, a work of ‘art chiseled by nature, a gem set in the Marche, on the banks of the’ Adriatic.

Established in 1987 to preserve the natural and cultural riches, the Conero Regional Park, spread over 6,011 hectares, includes most of the territory of Ancona and towns Camerano, Sirolo and Numana. Quest ‘Protected Area coastal environments offers varied and fascinating, from which stands out the Monte Conero, which originated as a result of a long action of marine sedimentation began in the Jurassic, emerged in the Pliocene, five million years ago. Dall ‘top of its 572 meters, from the Gargano to the coast of Trieste, is the only bulwark rock composed of limestone formations with rock types of tiles and flake white and red, since ancient place of extraction of stone.

Already landing in the fourth century. AC of the Greeks who have climbed the southern coasts in search of city to be founded and where the Dorians have cast anchors and secured the home, calling Komaros (strawberry tree) and the promontory Ancon (elbow) its northern curve. The presence of man, ascertained from at least 100,000 years ago, has left many testimonies relating, in particular, to the people of Piceno (IX-III century BC.). Among the tombs discovered that returned rich funeral, famous is that of the Queen of Numana and Sirolo, kept in ‘Area of Pines Sirolo. The finds are exhibited in the Archaeological Museum of Ancona and in ‘Antiquarium of Numana.

Other witnesses ranging from rock carvings to Roman caves, the Benedictine and Franciscan monasteries, the defensive structures like the Napoleonic Fort and the Torre Clementina in Portonovo. The beautiful Romanesque church of Santa Maria of Portonovo and the Monastery of San Pietro al Conero, in which they are established, since the year one thousand, in alternation, different religious orders (Benedictines, Camaldolese and Gonzagiti).

Over the centuries, the settlement of a large number of species of flora and fauna grew at sight d ‘eye and also the steep limestone cliff, the hills, the valley, the river Musone, wetlands, coastal dunes and the salt ponds Portonovo, are biodiversity-rich habitats. The slopes of the Mount, for the most part are covered by the Mediterranean and, with regard to the areas affected crops, the ‘Park Authority, in order to experience a renewed relationship between man and environment, according to farmers, has promoted over time, only projects that go in the direction of quality, characterized by ‘encouraging organic farming, the’ farming and food certified under the brand QM (Quality Brands): cereals, vegetables, legumes and fruits. The most ambitious project of the Park, made with farm together in a cooperative, the ‘Conero Agriculture and Environment’, gave birth in 2012 to a brand of chain products, which joins the path of law already widely recognized in the DOC Rosso Conero, son of the wineries located in ‘Protected Area and in contiguous.

From the point of view of wildlife, there are many animal species and, in particular, the birds present with more than 200 species, including 76 nesting. In the months of April and May of each year, are surveyed, in transit, about 10,000 raptors. And ‘why the Monte Conero is a framework for the practice of birdwatching, with strategic lookout points: the Gradina del Poggio, in Pian Grande, Monte dei Corvi, in Monte Colombo, the Belvedere North and the Plans of Raggetti . 467 butterflies are surveyed, which in summer fly in search of nectar, for mating and laying eggs. As for mammals, it is certain the presence, albeit sporadic, Wolf, as well as the badger, the fox, the hedgehog, the weasel and the weasel. In ponds of Portonovo, inhabits a small crustacean freshwater extremely rare, the Dyaciclops bicuspidatus odessanu). The marine environment, now protected with the proposed establishment of a Site of Community Importance (SCI), contains an incredible amount of crab species, including many extremely mimetics, such as crab or crab shy anemones, but also plumes of tube worms, beautiful nudibranchs (small colorful snails), snails (called “Ragusa”), cuttlefish, shrimp, many blennies, scorpion fish, bream and glances. A note of relief deserves the mussel Conero or the ‘Mosciolo’ wild Portonovo, today became Slow Food and present in the tables of connoisseurs of good food.

For those wishing to discover the heart of Conero, a dense network of paths branches in 18 routes. Tourists can choose to live it by bicycle, on foot and on horseback. L ‘Ente Parco del Conero in fact responds more to the request of that fund in dizzying growth, which is identified in sustainable tourism, fielding actions and projects, such as’ obtaining certification ECST European Charter for Sustainable Tourism. It ‘a process the CETS, which is to encourage members of the territory, both economic and citizens, to work in partnership to increase the’ offer sustainable. Tourism is on the other hand the ‘main economy of the area, being the Conero Riviera rinomatissima not only at national and European level.

Do not end up in fact to discover the surprises, generously given away from the Park and from the towns that make it up. In short, starting from Ancona, the capital of the Marche, a walk through the familiarly called ‘road of Mount’, gives a ‘idea of what is jealously guarded in the Conero, crossed by this road. First must-see is the Portonovo Bay and its beaches, sailing, Mezzavalle (accessible only by boat or on foot, by a narrow road with spectacular views). Bay culture and environment meet: there is the watchtower built by Clement XI, is 1808 the Napoleonic Fort erected to block British ships, now a hotel. Then there are the Romanesque church of Santa Maria and the salt ponds behind the dunes. A few kilometers after Portonovo, climb right on the top of Mount, to ‘Abbey of St. Peter and the Belvedere north. The presence of abandoned quarries, makes the park an ‘open book’ on the geological history of the area and on the ‘whole stratigraphic succession of’ Apennines. Of particular importance is the quarry Massignano, became world-type section for the passage Eocene / Oligocene, now equipped for visits. Continuing south Sirolo shine here, the ‘Pearl of the Conero’ balcony on the beaches of the Two Sisters, Urbani, San Michele-Sassi Blacks. Continuing the walk, before the long beach of fine gravel Marcelli, tourist center where insists much of the receptivity of the Conero Riviera, you will come across the medieval village of Numana. In this framework fits perfectly Camerano, of ancient origins, whose subsoil is marked by an articulated path underground.

CITY ‘TO VISIT ALL’ INSIDE THE PARK CONERO

ANCONA PORTONOVO

ANCONA E ‘the city where the sun rises and sets on the sea: Relax on’ Adriatic with his elbow-shaped, the ankon greek, from which derives its name. And ‘coming from the port that you particularly appreciate its history and, its natural wealth. From there, looking up, you can see the lines of the Romanesque cathedral of San Ciriaco, who, with his portal vanvitelliano, symbolic door that unites East and West, juts out into the sea. At the bottom, under the dome, there is the Arch of Trajan, built in the second century BC to thank the Roman emperor who had boosted the port according to the role it had in the Illyrian wars. Following the line of the port, the one in the ‘700 was the essential aspect of the city is located, at the other end of the call center, the Mole Vanvitelliana, the architect Luigi Vanvitelli designed and began to build in the year 1732. In those years began the social and economic rebirth of Ancona, thanks to the establishment of the free port by Pope Clement XII, which is dedicated to one of the most important squares: Piazza del Plebiscito, called by all the Pope’s square, the city salon . The square is on two levels and is located above the harbor, from which separates it further down, the historic Via della Loggia, which tells the story from Ancona through its most precious monuments: the Palace of the Elders (sec. XIII) the Santa Maria della Piazza (sec. XII-XIII), the Loggia dei Mercanti (XV sec.) and, at the end of the street, in Republic Square, the theater of the Muses, back to life in 2000 and now home to important and prestigious theater and opera seasons. Here, in this part of town, the sun rises. On the other side, where the sun sets, there is the Memorial of the Passetto (1932), in the area that is part and parcel of the Conero Park and overlooking the sea “home”, on a beach recently rediscovered by Ancona. And these two extremes are united by a pedestrian promenade, which starts from Corso Garibaldi, passing through Piazza Cavour and winds along the Avenue of Victory. The same walk, from the port to the Passetto, you can walk in the green, through the Cardeto Park, which fuses, inside, history, art and nature roads to walk with sea views and “breathtaking”, the old lighthouse, the Jewish cemetery, the Bastion of Saint Paul to the formwork and its underground … But Ancona, so rich in history and natural beauty, it is also, as a regional capital, busy university science, primary health center and lucky natural harbor between the wider Adriatic. Extends its territory from the peculiar physiognomy to an area of just over 123 square kilometers, with a topography that alternates hills to plains. Urbanization average is 822 inhabitants per square kilometer, the population is about 101 thousand residents, which become 150 000 if you consider the metropolitan area, and increase even if you count the commuters who daily reach. The social fabric records in recent years the growth of the immigrant population (non-EU citizens are about 7% of residents) and a constant presence of the elderly population. The consolidated assets of five faculties of ‘Marche Polytechnic University helps to lower the average age of the population: in the year 2005-2006 were in fact more than 15,300 members in the seats of the University of Marche, most located in the capital. It ‘a polycentric city, that the rankings based on quality of life have won several awards, and has a high percentage of green per capita: approximately 11, 36 square meters without understanding the part of the natural park of Conero which falls within its territory, and instead counting its many urban parks, the largest of which – that of Cardeto – covers 35 hectares. To learn and discover Ancona: http://www.comune.ancona.it/turismo/
PORTONOVO

Santa Maria of Portonovo – Tucked in the Mediterranean greenery and lapped by the blue of the Adriatic, the Church of Santa Maria di Portonovo, built in white stone Conero, jewel of Romanesque architecture, with features that blend the Greek cross with the forms of Latin basilica, is to remind us that it was built in 1034, in this beautiful place, a Monastery. The community of monks extended its influence over a wide area beyond the Castelli di Poggio, Camerano, Sirolo and Numana
Napoleonic Fort – In 1808 the Viceroy of the Kingdom of Italy Eugenio Behauharnais built in the bay of Portonovo, a fortress to prevent the landing of the British ships. It was also made using the material recovered from the ruins of the Monastery and the bell tower attached to the Church of Santa Maria. After a period of neglect and disrepair was rebuilt, respecting the plant, and today is a prestigious tourist. On request can be visited
Watchtower In 1716 Pope Clement XI ordered the construction, Portonovo, the watchtower, square building, an artifact that follows features fifteenth century, made of stone and brick Conero, provided coverage all’appostamento useful with weapons from fire. The garrison was used to spot and prevent the raids by pirates and smugglers. It became the shelter of the poet Adolfo De Bosis, frequented by Gabriele D’Annunzio, oggiappartiene to his heirs, is the center of cultural initiatives.
CAMERANO It fits in the beautiful scenery of the Conero Park, with its blend of art and nature. Has ancient origins: the first documented human settlement dates back to the period between the seventh and the fourth millennium BC, with the presence of Piceno. Subsequently, the territory passed to the control of the Romans first and then the Byzantine Pentapolis. E ‘of 1177 the first documentation of the name “Castle Camerano”. In 1198, Camerano appeared as independent municipality. The likely dates back to the 1215 founding of the Church of St. Francis. In 1625 was born in Bagacciano S. Germano Carlo Maratta (also called “The Maratta”), painter and engraver, the most famous citizen of Camerano. In some churches in the city are still preserved early paintings of the ‘artist and works of his school. Another prominent figure: GiuseppePasquali Marinelli, poet latinista …. Caves Camerano A feature of Camerano are the numerous caves dug into the subsoil, ie in the sandstones compact resulting from the Pliocene calcareous sands. These caves, already known in the past, reveal a ipogea net to labyrinthine with various inputs and, in most cases, communicating between them. Are mainly dug into the ground of the old town, the area between the square, the streets Maratti and San Francesco under the “so-called” Saxon “, the rock where stood the oldest section of the walled city and the castle. For many it is believed that the caves of Camerano were nothing but simple sandstone quarries, and may have led to that error, the blatant use of the extracted material for the construction of the first houses. But even a cursory exploration of the same does exclude this hypothesis. Indeed on at least fifteen caves examined in the oldest, only one has the look of a quarry evident; all the others have finished, decorations and special “architectural” such as dropping this interpretation given to them by some authors in the past (Donzelli, De Bosis, Procaccini Ricci), who have devoted some attention to this feature of the subsoil cameranese. Some underground areas have even the appearance of churches with vaulted, domed or sail and are decorated with religious symbols or other friezes bas-relief. As for the time of their creation, the caves of Room no, as they appear today, it is assumed that they are dug in the fourteenth century (a pillar bears the date 1327), but it is not impossible that they are successive enlargements more ancient shelters, places of worship and defensive works of the first inhabitants of the hill of Camerano, as some surviving elements suggest. In a lapidina, from the so-called cave Costantini, is written: “Opus hoc spectabile aims structura extruxit Caesar Todinus nobilis Anconitanus MDCXXV year”, but it is possible that the plaque was referring to the caves, where it may be over accidentally. Other dates in the caves are 1626 and 1888. From their characteristics, the tombs seem to have been excavated (or expanded, if existing) in medieval times, to provide shelter and supplies to the population against the numerous raids by armies and bands armed. A recent proof of this their main target is the use of shelter that has been made in 1944, on the occasion of the war at the time, offering refuge and hiding place for most of the population cameranese and Ancona.

NumanA It is one of the most special city in the Middle Adriatic. From the slopes of Monte Conero, Numana winds along steep alleys and full of history, and then reach out in the quaint harbor and airy. The inhabitants divide the town into two districts: Upper and Lower Numana Numana. The first is the oldest part, with the houses of white limestone, the narrow alleys of the area of the “Tower”, the Bishop’s Palace, now the Town Hall, which overlooks the Piazza del Santuario juxtaposed to the modern church which houses the SS . Crucifix of Numana, operates one of the most enigmatic and beautiful Christian culture. Lower Numana, is, so to speak, the youngest area. Here we find the marina, one of the best equipped in Italy for recreational boating, as well as several beaches. The town has also developed close to the hills overlooking. Here areas of Svarchi and the Taunus Village, offer the possibility to stay in tranquility. Continuing from the marina to the south we find the village of Marcelli, the most modern, the place of the life of the most hectic nights numanesi, rich in tourist facilities and ritrovi.Ecco Numana so that turns out to be a right blend of ancient and modern. The historical heritage of monuments and churches are integrated with those of natural beaches, rocks and trails in the woods, in a setting that combines with balance, wildlife and comforts moderni.Le needs of visitors and tourists can be so fully met by facilities Numana, therefore making it one of the most picturesque tourist centers dell’Adriatico.Testimonianze historical are alive and present along the streets of Numana: ruins of the imperial era, the fountain in Via Morelli with his five mouths, the Bishop’s Palace, as reminded the Town Hall, and the SS. Crucifix currently housed in modern chiesa.I many archaeological finds made Numana a major archaeological centers of the Marches and are exposed at the Antiquarium, where are collected vases, pottery, jewelry and many kits Tombari found in the necropolis scattered throughout the city . Numana of important evidence, besides the aforementioned bishop’s palace, appears to be the “Tower”. Various hypotheses have been formulated on the initial nature of this monument which is located on one of the most beautiful sights of zona.Essa is practically a ruin-shaped arch which some attribute to the remains of an ancient church and others to those of a ancient watchtower …. The Crucifix Romanesque located in the Sanctuary of the Crucifix of Numana, is a Romanesque wooden crucifix perhaps coming from Poland or Germany, dating back to the ‘eleventh century. Tradition attributes the ‘work to’ evangelist Luke, along with Nicodemus, l ‘he made shortly after the burial of Cristo.Una series of events characterized the path of the Crucified first transported in Syria and it is said that around the sacred symbol is have been several miracles. To venerate the miraculous crucifix he would go to Beirut Charlemagne. Numana and its Antiquarium Antique center Piceno and Roman, its history is widely documented in the Antiquarium and the National Museum of Ancona. Attic vases, jewelry, weapons and all that was valuable proceeds from its necropolis consist of nearly nine hundred tombs are visible in the Antiquarium and “tell” the whole evolution of the Piceno civilization from the seventh century to the Roman era. The exhibition structure (Tel. 071/9330585) is opened it public in Via La Fenice.

SIROLO It ‘a beautiful medieval village, rich in history, Sirolo is called the’ Pearl of the ‘Adriatic’ to the picturesque landscape characterized by the cliff that plunges into the sea, creating caves, coves, beautiful beaches of transparent waters. Among these are: the Two Sisters, Sassi Blacks, San Michele, Urbani. In the territory of Ancona, inhabited since prehistoric times, spread from the ninth to the third century. B.C. the Piceno civilization, which happens Roman rule. Tradition has it that the name comes from Sirio Sirolo, leader medieval which was given the place where the castle was built by Belisario, after defeating the Goths in 560. Probably the area was already inhabited in Roman times, as a dependency of Hall of Human (today Numana). The small town, nestled on the slopes of the Conero, shows unexceptionable medieval and is lit by unique marine views. E ‘seat of the Consortium Conero Park …. San Pietro al Conero On top of the Conero, between oaks and arbutus, there is the Church of St. Peter with the adjacent convent today, in large part, converted into a hotel. In the Middle Ages, in fact, the Conero became a place of hermitage and religious communities. The Benedictines built two churches: one at the bottom, San Benedetto and another at the top, St. Peter. The Church of San Pietro, once fell into ruin and was rebuilt by the Camaldolese who settled there until 1861. St. Peter still forms and style of the old structure, white and tiny as the Romanesque wants. The interior of a nave with a barrel vault and cross, columns and pillars are adorned with decorated capitals. Acanthus leaves, pine berries, and floral motifs are woven into the stones. Under the choir lies the crypt where the relics were kept. The avenues and paths traced by the Monks are still viable and lead to wonderful excursions …. L ‘Archaeological Area of Pines located between Sirolo and Numana, is one of the most important necropolis Picene. Discovered during excavations conducted in 1989, there have been found some graves dating back to a period between VI and IV century. C. One of the striking findings is that of the great noble tomb of Queen picena ring containing a wagon Piceno, as well as kits of great value, now preserved in the Numana.